
15-July-2008
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 | AI Roma Leader | | Data Registrazione: May 2007 | |
quattrocento romano Titolo: Il ‘400 a Roma. La rinascita delle arti da Donatello a Perugino. Luogo: Museo del Corso, Via del Corso 320, Roma. Orario: tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00, giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 23:00. Ultima entrata un’ora prima della chiusura. Chiusura lunedì. Biglietti: intero 9 euro; ridotto 7 euro; bambini fino a 14 anni gratuito e scuole gratuito. Biglietto famiglia (minimo 3 persone) 7 euro a persona. Informazioni e prenotazioni: intro4 Contenuti della mostra Il ‘400 segna la rinascita di Roma, con la corte papale che torna nella città, dopo il periodo avignonese, e il conseguente afflusso di personalità artistiche che essa attrae. I maggiori maestri italiani dell’epoca passano tutti per qui, lasciando opere che nulla hanno da invidiare a quelle fiorentine o di altri importanti centri. Ma Roma attira anche artisti stranieri che apportano nuova linfa all’arte italiana e costituiscono, insieme ai primi, le premesse per la rivoluzione cinquecentesca e il segno dell’ecletticità ed originalità dell’arte romana. La città cambia volto, con le costruzioni realizzate dai pontefici, e getta le fondamenta di monumenti fondamentali, molti dei quali muteranno fisionomia nel secolo successivo, come la Basilica di S. Pietro. Plastici di opere architettoniche, sculture, pitture, ma anche incisioni ed oreficerie, legate quest’ultime soprattutto al sacro, ci accompagnano così alla scoperta della Roma dell’epoca, attraverso cinque sezioni che toccano tutti gli aspetti del periodo. Nella prima di esse spicca la guida interattiva alla città quattrocentesca, realizzata sulla base della famosa mappa dei fratelli Limbourg. L’esposizione si dipana poi lungo le vicende legate ai Papi e alla vita civile e religiosa, strettamente intrecciate l’una all’altra, visto il potere esercitato dal Pontefice sui cittadini. Non poteva mancare una sezione dedicata all’antico, alla sua riscoperta e rielaborazione da parte degli artisti, che segna la nascita dell’umanesimo. Un calco della Colonna Traiana in mostra, insieme ai disegni che lo ricopiano, è l’immagine più eloquente di ciò. Infine l’ultima sezione è dedicata proprio a coloro che hanno lasciato il segno con le loro opere, in parte scomparse per far posto a quelle successive. Molti affreschi furono ad esempio staccati o distrutti per i rifacimenti del ‘500, come quelli del Perugino nella Cappella Sistina, coperti poi dal giudizio di Michelangelo. La mostra è altresì l’occasione per conoscere capolavori poco noti, ma mirabili, come la Cappella Carafa nella Chiesa di Santa Maria sopra Minerva, opera di Filippino Lippi, ricostruita in versione 3D. Un’opportunità dunque per conoscere un pezzo della storia della capitale importantissimo, ma immeritatamente offuscato dai due secoli successivi, dei quali invece fu il precursore. |