Discussione: I vetri di Albenga
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Vecchio 24-July-2007
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Predefinito I vetri di Albenga

Titolo: Magiche trasparenze. I vetri dell'antica Albingaunum.
Luogo: Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps, Piazza di S. Apollinare, 46
Periodo: dal 15 maggio al 9 settembre.
Orario: dalle ore 9:00 alle ore 19:45 (la biglietteria chiude un'ora prima). Chiuso il lunedì.
Biglietti: intero 7,00 euro; ridotto 3,50 euro (dai 18 ai 25 anni); gratuito sotto i 18 e sopra i 65 anni. Il biglietto ha validità 3 giorni e consente l'ingresso a tutte le sedi del circuito museale.
Ufficio stampa: Gabriella Gatto email press.electamusei@mondadori.it.

Contenuti della mostra
Nella splendida sede di palazzo Altemps, sono esposti una serie di antichi vetri romani, eccezionale rinvenimento avvenuto nelle necropoli di Albenga, l'antica Albingaunum, in Liguria. Essi testimoniano il grado di perfezione raggiunto dai romani nella lavorazione del vetro, specialmente nella prima età imperiale: i reperti sono infatti datati tra la fine del I d.C. e gli inizi del II d.C.
Grazie all'invenzione della tecnica della soffiatura, avvenuta nel I a.C. probabilmente in ambito alessandrino, il vetro potè essere lavorato in svariate forme ed adattato agli usi più disparati. Ciò è ben testimoniato dal repertorio presente in mostra, che va dai balmasari alla suppellettile per banchetti, fino agli oggetti per il rituale funerario. Le tecnica della soffiatura permise anche di rendere accessibile il vetro ad una più ampia parte della popolazione, cosicchè abbiamo oggetti di uso più comune accanto ad oggetti decisamente più preziosi, testimonianza della presenza di strati diversi di polazione nella stessa necropoli.
Oltre alla varietà delle tecniche di lavorazione (colatura a stampo, soffiatura e soffiatura a stampo), colpisce la multiforme cromia di queste suppellettili, dovuta al fatto che i romani ancora non conoscevano il metodo per rendere trasparente il materiale vitreo e quindi usavano colorarlo per nasconderne l'opacità; colorazione che va dal giallo pallido al verde al blu cobalto, la quale tuttavia non sminuisce la bellezza di questi oggetti, ma anzi la accentua. Ed è in blu cobalto che è realizzato il pezzo più importante della collezione: un piatto che presenta, lavorata al centro, una scena di ambito dionisiaco, con due putti facenti parte del corteo del dio che avanzano colti dall'ebbrezza. Il piatto è stato colato a stampo, molato e levigato, con una raffinatezza nei dettagli soprendente; le figure sono state realizzate incidendo il vetro nella parte posteriore in modo da renderle molto più plastiche e rifinite nei minimi dettagli. Una precisione ed una ricercatezza che raramente troveremo in seguito e che mostrano un aspetto del mondo romano poco familiare al pubblico, vista anche la scarsità di ritrovamenti di tal genere, ma che certamente merita di essere conosciuto.

Ultima Modifica di leda : 11-December-2007 17:59.
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