Ognuno ha il proprio pezzo di Roma nel cuore, un vicolo, una piazza, un panorama.
Il mio in realtà non è tra i più famosi, né tra i più belli, ma forse per questo è tutto e solo mio, e si sa, nelle cose d’amore si è sempre esclusivi. Il luogo in questione è una strada, Via degli Stradivari, attribuita chissà per quale scelta ai famosi liutai e che, almeno per assonanza, fa venire in mente il suono di un violino.
Per il resto è estremamente moderna, prende inizio da ponte Testaccio, che si lascia alle spalle l’ex Mattatoio, terra di nessuno (o forse di tutti, chissà) che lentamente sta tornando alla città, col progetto di estensione del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea).
Qui il Tevere comincia a tornar visibile, i muraglioni si abbassano e timidamente si fa avanti il verde, che si riflette sulle foglie degli alberi del lungofiume.
La strada è strana, ha piccoli spiazzi asimmetrici, che la rendono irregolare e così alcune case, che hanno l’aria stralunata di chi si è svegliato da poco e dopo una notte di bagordi.
Sfilacciata, punta poi verso Viale Trastevere, ma invano, i palazzoni di Via Rolli, le si parano davanti come un plotone di soldatini di piombo e non c’è nulla da fare… sono irremovibili.
Una pizzeria e più avanti un locale, un tempo terra brasilensis, garantiscono un po’ di animazione notturna, ma arrivateci in inverno sul limitare del giorno e vedreste spuntare i fantasmi di tramvie e della gente di un’alba di inizio secolo.
La chiesa di San Lazzaro in Borgo sorge nel XII secolo alle pendici di Monte Mario, su un luogo occupato, in precedenza, da un piccolo luogo di culto, dedicato a Santa Maria Maddalena. L’area interessata, un piccolo borgo, immerso nella campagna romana, detto Fuori Porta Angelica, costituiva uno dei punti di sosta al termine della via Francigena, che in epoca medievale recava dall’Europa del nord a Roma. Monte Mario era detto Mons Gaudii perché offriva ai pellegrini, dopo un lungo viaggio a piedi, la vista di Roma, meta dei loro sforzi.
Probabilmente il borgo comprendeva poche case e una locanda, che circondavano il luogo di culto.
Nel 1187, secondo la tradizione, un pellegrino francese, ammalatosi di lebbra e infine guarito, avrebbe raccolto il denaro necessario per costruirvi una piccola chiesa con annesso un lazzaretto, funzionante con sicurezza nel 1400. L’edificio svolse le funzioni di cappella dell’ospedale, al quale era direttamente collegato.
Da alcune fonti sappiamo che quando il nuovo papa si trovava fuori Roma al momento dell’elezione, sostava nella chiesetta di Santa Maria Maddalena, poi di San Lazzaro e vi indossava i paramenti necessari prima di dirigersi verso San Pietro. E sempre qui i cardinali incontravano le ambasciate dei paesi stranieri.
La chiesa subì ingenti danni durante il saccheggio dei Lanzichenecchi (1527) e venne restaurata un decennio dopo, come ricorda una iscrizione, ad opera di Domenico Garison, e poi ancora intorno agli anni ‘20 del 1600.
A partire dai primi decenni del 1800 la chiesa e il lazzaretto annesso vennero abbandonati; il lazzaretto si distrusse durante una tempesta. Nel 1975 e poi nel 2002 e nel 2004 l’edificio sacro è stato in gran parte restaurato, ad opera della Soprintendenza.
La chiesa, in stile romanico, è caratterizzata da una facciata a capanna, con rosone e due monofore, sormontata da un piccolo campanile del tipo “a vela”, che doveva originariamente essere a due piani. Al di sopra della porta di accesso è lo stemma del capitolo Vaticano, al quale era afferente il luogo di culto. La porta è inquadrata da due basse strutture terminanti con due rocchi di colonna.
Il prossimo 14 luglio la band inglese Genesis sarà a Roma, al Circo Massimo, con uno spettacolo che si preannuncia ricco di sorprese pensate appositamente per il pubblico italiano.
Nella formazione composta da Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford, i Genesis, tornati insieme dopo più di un decennio d’assenza, celebreranno a Roma l’ultima data di una tournèe che ha toccato 21 città europee.
In via eccezionale il concerto si svolgerà al Circo Massimo per poter accogliere l’enorme palco del Turn it on Again Tour.
Sono previsti effetti speciali, strutture mobili e torri gigantesche. La capienza del Circo Massimo si avvicina al milione di persone, tante infatte ne sono previste a Roma sabato prossimo.
Si parla anche, ma sono soltanto voci, di una remota possibilità che al gruppo si aggreghi anche Peter Gabriel, a Roma in questi giorni; gli organizzatori stanno spingendo molto in questa direzione, ma è difficile sapere se e come avverrà questa storia riunificazione.
L’ingresso è gratuito.
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