La selva di Paliano, uno dei siti naturali più importanti del Lazio sta per essere cancellato da una lottizzazione edilizia.
Il parco faunistico privato, un tempo di proprietà del principe Ruffo di Calabria, risulta da parecchio tempo abbandonato a sè stesso e all’incuria. Come recita la guida Touring del Lazio: “l’area si estende su 450.000 mq di terreno boscoso e a radure, un terzo del quale occupato da piccoli laghi dove vivono migliaia di uccelli acquatici” ed è di sicuro interesse naturalistico.
Ora l’ex parco per tanti anni oasi naturale, visitata da milioni di persone sta per scomparire. C’è un progetto che ne stabilisce la divisione in 31 lotti e la successiva vendita.
Molte associazioni ambientaliste e non, si stanno mobilitando per impedire questo scempio, in tanto modi, uno di questi è l’organizzazione di una raccolte di firme cartacee da presentare al Ministro dell’Ambiente.
Credo che sia un dovere di tutti evitare lo smembramento del parco ed impedire ogni speculazione edilizia su questo angolo sopravvissuto della natura e del paesaggio laziale.
E’ stato anche attivato un sito che offre la possibilità di inviare una mail di protesta al ministro Pecoraro Scanio.
Se potete sottoscrivete la petizione on line:
http://www.petitiononline.com/SELVA/petition.html
Ricordate il successo di pubblico e l’entusiamo delle precedenti edizioni, ebbene sì, anche quest’anno i teatri romani aprono il sipario tutti assieme per una giornata di festa e di spettacolo, la Festa dei Teatri.
L’AGIS Lazio, grazie al contributo ed al sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma ed in collaborazione con la SIAE, organizza questa straordinaria giornata di festa, dedicata esclusivamente al mondo del teatro.
Domenica 7 Ottobre 2007, appassionati e nuovi spettatori potranno farsi coinvolgere dall’affascinante mondo del teatro, scegliendo il proprio evento preferito all’interno di un ampio cartellone che spazierà tra spettacoli, incontri, letture e visite guidate.
Per tutto il giorno i teatri aderenti all’iniziativa accoglieranno il pubblico offrendo un’opportunità unica per scegliere e vedere, gratuitamente o al costo massimo di 2 euro, spettacoli di musica, prosa e danza, esibizioni, visite guidate, incursioni dietro le quinte e tanto altro ancora.
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Il restauro e la rimessa in funzione dell’orologio ad acqua del Pincio mi ha fatto venire in mente alcune considerazioni su noi e sul tempo.
I romani, pare, chissà perché, abbiano fama di essere dei noti ritardatari e non nell’ordine di qualche minuto ma di ritardi epici, quelli che creano la buchetta sotto i piedi di chi aspetta.
Penso che tutto sia dovuto al rapporto col Tempo, che, se preferite, potremmo chiamare anche Crono.
Una città come Roma, che ha una storia che non si misura in secoli ma in millenni, porta a considerare con un altro spirito il tempo ed è per questo che il romano non da importanza ai minuti, che sembrano bazzecole in confronto all’eternità con cui si confronta ogni giorno.
Altra particolarità tutta romana, o per lo meno l’ho notata in forma così massiccia solo qui, sono gli orologi per le strade, quelli alti su un palo, dal quadrante bianco, rotondo e con i numeri ben marcati in nero. Ce ne fosse uno a Roma che funzioni e che segni l’ora esatta, provate a salire per via Barberini, ognuno che va per conto suo, una vera e propria anarchia temporale !
Che nessuno si occupi di controllarli mi sembra una spiegazione banale, secondo me ognuno si è fermato in un momento particolare: la nascita di Federico, il primo bacio di Anna e Marco, il primo goal d Nino, attimi importanti di romani qualsiasi. Provate anche voi a tenerli sotto controllo e scoprirete che segnano i vostri istanti eterni.
Insomma, se avete amici romani, armatevi di pazienza… non è colpa loro… è il Tempo che scorre in maniera differente in questa città !
Al Museo della Centrale Montemartini, per quattro serate dal 1 al 4 agosto 2007, è previsto “Con Nathan e Polimnia a casa dell’Ingegner Montemartini”, uno spettacolo itinerante, creato su misura per l’originale spazio museale e diretto da Franco Però.
Una passeggiata al Museo della Centrale Montemartini, lungo la quale incontrare, impegnati in un fitto dialogo, il sindaco Nathan, straordinaria figura che resse il municipio romano dal 1907 al 1913, e Giovanni Montemartini, profondo economista e appassionato studioso delle questioni sociali, a cui è stata intitolata la Centrale, ed uno degli uomini che fu più vicino a Nathan.
Alle voci di Nathan e Montemartini si aggiungono quelle degli artisti che animavano la Roma di quel periodo, come Giacomo Balla stesso e Duilio Cambellotti.
L’altra è Polimnia - una figura della mitologia greca, una delle nove Muse, figlie di Zeus e Mnemosine, che presiede l’orchestica, la pantomima, la danza associate al canto sacro ed eroico.
Non siete mai stati alla Centrale Montemartini ? Ecco una interessante occasione per visitarla!
Orario: inizio spettacoli ore 21.30
Biglietto d’ingresso: 5 euro
Informazioni e prenotazioni
Call Center Zètema Progetto Cultura
+39 06 82059127 (tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30)
Ognuno ha il proprio pezzo di Roma nel cuore, un vicolo, una piazza, un panorama.
Il mio in realtà non è tra i più famosi, né tra i più belli, ma forse per questo è tutto e solo mio, e si sa, nelle cose d’amore si è sempre esclusivi. Il luogo in questione è una strada, Via degli Stradivari, attribuita chissà per quale scelta ai famosi liutai e che, almeno per assonanza, fa venire in mente il suono di un violino.
Per il resto è estremamente moderna, prende inizio da ponte Testaccio, che si lascia alle spalle l’ex Mattatoio, terra di nessuno (o forse di tutti, chissà) che lentamente sta tornando alla città, col progetto di estensione del MACRO (Museo d’Arte Contemporanea).
Qui il Tevere comincia a tornar visibile, i muraglioni si abbassano e timidamente si fa avanti il verde, che si riflette sulle foglie degli alberi del lungofiume.
La strada è strana, ha piccoli spiazzi asimmetrici, che la rendono irregolare e così alcune case, che hanno l’aria stralunata di chi si è svegliato da poco e dopo una notte di bagordi.
Sfilacciata, punta poi verso Viale Trastevere, ma invano, i palazzoni di Via Rolli, le si parano davanti come un plotone di soldatini di piombo e non c’è nulla da fare… sono irremovibili.
Una pizzeria e più avanti un locale, un tempo terra brasilensis, garantiscono un po’ di animazione notturna, ma arrivateci in inverno sul limitare del giorno e vedreste spuntare i fantasmi di tramvie e della gente di un’alba di inizio secolo.
La chiesa di San Lazzaro in Borgo sorge nel XII secolo alle pendici di Monte Mario, su un luogo occupato, in precedenza, da un piccolo luogo di culto, dedicato a Santa Maria Maddalena. L’area interessata, un piccolo borgo, immerso nella campagna romana, detto Fuori Porta Angelica, costituiva uno dei punti di sosta al termine della via Francigena, che in epoca medievale recava dall’Europa del nord a Roma. Monte Mario era detto Mons Gaudii perché offriva ai pellegrini, dopo un lungo viaggio a piedi, la vista di Roma, meta dei loro sforzi.
Probabilmente il borgo comprendeva poche case e una locanda, che circondavano il luogo di culto.
Nel 1187, secondo la tradizione, un pellegrino francese, ammalatosi di lebbra e infine guarito, avrebbe raccolto il denaro necessario per costruirvi una piccola chiesa con annesso un lazzaretto, funzionante con sicurezza nel 1400. L’edificio svolse le funzioni di cappella dell’ospedale, al quale era direttamente collegato.
Da alcune fonti sappiamo che quando il nuovo papa si trovava fuori Roma al momento dell’elezione, sostava nella chiesetta di Santa Maria Maddalena, poi di San Lazzaro e vi indossava i paramenti necessari prima di dirigersi verso San Pietro. E sempre qui i cardinali incontravano le ambasciate dei paesi stranieri.
La chiesa subì ingenti danni durante il saccheggio dei Lanzichenecchi (1527) e venne restaurata un decennio dopo, come ricorda una iscrizione, ad opera di Domenico Garison, e poi ancora intorno agli anni ‘20 del 1600.
A partire dai primi decenni del 1800 la chiesa e il lazzaretto annesso vennero abbandonati; il lazzaretto si distrusse durante una tempesta. Nel 1975 e poi nel 2002 e nel 2004 l’edificio sacro è stato in gran parte restaurato, ad opera della Soprintendenza.
La chiesa, in stile romanico, è caratterizzata da una facciata a capanna, con rosone e due monofore, sormontata da un piccolo campanile del tipo “a vela”, che doveva originariamente essere a due piani. Al di sopra della porta di accesso è lo stemma del capitolo Vaticano, al quale era afferente il luogo di culto. La porta è inquadrata da due basse strutture terminanti con due rocchi di colonna.
Il prossimo 14 luglio la band inglese Genesis sarà a Roma, al Circo Massimo, con uno spettacolo che si preannuncia ricco di sorprese pensate appositamente per il pubblico italiano.
Nella formazione composta da Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford, i Genesis, tornati insieme dopo più di un decennio d’assenza, celebreranno a Roma l’ultima data di una tournèe che ha toccato 21 città europee.
In via eccezionale il concerto si svolgerà al Circo Massimo per poter accogliere l’enorme palco del Turn it on Again Tour.
Sono previsti effetti speciali, strutture mobili e torri gigantesche. La capienza del Circo Massimo si avvicina al milione di persone, tante infatte ne sono previste a Roma sabato prossimo.
Si parla anche, ma sono soltanto voci, di una remota possibilità che al gruppo si aggreghi anche Peter Gabriel, a Roma in questi giorni; gli organizzatori stanno spingendo molto in questa direzione, ma è difficile sapere se e come avverrà questa storia riunificazione.
L’ingresso è gratuito.
Siete stati al concerto o avete intenzione di andarci?
Parliamone nel forum!
Titolo: I profumi di Afrodite e il segreto dell’olio. Scoperte archeologiche a Cipro.
Luogo: Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli.
Periodo: dal 14 marzo al 2 settembre 2007.
Biglietti: intero euro 8, ridotto euro 6 comprensivo dell’ingresso al museo, solo mostra intero euro 4,50, ridotto euro 2,50.
Orario: da martedì a domenica ore 9-20; la biglietteria chiude alle ore 19. Lunedì chiuso.
Catalogo: Gangemi editore
Informazioni: tel. 06 82059127 - sito della mostra
Comunicato stampa
Quasi 60 reperti provengono dal sito archeologico di Pyrgos nell’isola di Cipro, dove la Missione Archeologica dell’ITABC – CNR, finanziata dal Ministero degli Affari Esteri ha portato alla luce la più antica fabbrica di profumi - ad oggi nota - del Mediterraneo. Ben 4 profumi preistorici sono stati ricreati appositamente per la mostra, sulla base di prove di archeologia sperimentale e potranno essere annusati dal pubblico lungo il percorso.
Tutti gli elementi che costituiscono la mostra guidano il visitatore attraverso l’affascinante scoperta, emersa a Pyrgos (sito sul versante meridionale della collina di Mavroraki nell’isola di Cipro), dei resti di un impianto industriale costituito da un vasto edificio di almeno 4.000 metri quadri che risale all’inizio del II millennio a.C.
È stato così dimostrato per la prima volta che nell’estremo bacino orientale del Mediterraneo l’olio d’oliva non veniva prodotto a soli scopi alimentari ma anche come base per la produzione di antichi profumi.
Le otto campagne di scavo - iniziate nel 1998 dalla Missione Archeologica Italiana del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dirette dalla ricercatrice Maria Rosaria Belgiorno - hanno messo in luce fino ad oggi il 30% circa del complesso architettonico.